"PIU' CONOSCO GLI UOMINI, PIU' AMO I CANI" - LORENZA DI LALLO (anno 2, n.5)

Alcuni giorni fa mi è capitato di ascoltare una notizia “sconvolgente” al telegiornale. In un primo momento ho pensato, o forse ho cercato di convincermi, che non fosse vero ciò che avevo appena ascoltato. Poi, andando a documentarmi bene sul fatto di cronaca, ho capito che era tutto vero: “Un cocker spaniel, ferito e in fin di vita, chiuso in un sacchetto di plastica, era stato gettato in un cassonetto dell’immondizia dal proprio padrone”. A salvarlo è stato una signora che sentendo i lamenti provenienti dal cassonetto ha scoperto la grande busta nera sigillata col nastro adesivo.

Mi chiedo: come può una persona (se così possiamo definirla) giungere a fare questo? Come si può gettare nell’immondizia il proprio cane dopo averlo torturato per estrarre il microchip? Nemmeno un bambino getterebbe il suo giocattolo ormai vecchio. Come si può, dopo aver vissuto con lui, dopo aver dato e ricevuto affetto? Chi ha un’esperienza diretta con gli animali, come me, credo riesca a capire quale importanza abbiano per noi gli animali. Il cane è il miglior amico dell’uomo. Il cane ha un cuore (forse migliore di quello di un uomo), ha dei sentimenti e nel momento del bisogno non ti lascia mai solo. È sempre con te, perché il legame uomo-cane è un legame primitivo. È l’amico più fedele che ci possa essere!

Così ha commentato Carla Rocchi, Presidente Nazionale dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali): “Serve una condanna esemplare: abbandonare un animale con il quale si è condivisa una vita e non sostenerlo nel momento di maggior bisogno denota una tale malvagità da far pensare che la psicologia di queste persone soffra di gravi disturbi e deficit che potrebbero essere pericolosi anche per gli uomini”.

Invito chiunque a rispettare, ad amare e a voler bene al proprio cane come lui fa con noi!

“È vero, non può parlare, ma non serve perché tutto ciò che lui ha da dire lo si può leggere nei suoi occhi!”

 

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