INTERVISTA A MARIARITA MELELEO; REPLICA DEI DOCENTI GUIDO, VERNALEONE, PETRELLI
Nell’ultimo numero del primo anno, il giornale intervista la preside Mariarita Meleleo, dopo i primi nove mesi di gestione del Colonna. La pubblichiamo qui di seguito. Il documento che segue è stato recapitato nel giugno 2012, a pochissimi giorni dalla chiusura delle lezioni, alla redazione. Si tratta di una “replica” alle parole contenute nell’intervista. Redatto dal professor Giovanni Giudo (non più al Liceo Colonna), e controfirmato dai docenti Maria Giovanna Vernaleone e Dario Petrelli, la replica è stata pubblicata sulla pagina Facebook del giornale, in assenza di tempo e possibilità di una pubblicazione cartacea straordinaria.
Editato sul primo numero del giornale del secondo anno, fa scoppiare il “caso” intorno alla vicenda: c’è chi, all’interno della scuola, si schiera a favore della Dirigente, chi sostiene i docenti interessati, chi non prende una posizione. Uno degli avvenimenti che si susseguono è la convocazione dei direttori in presidenza; nel corso della discussione la Meleleo, infastidita dalla questione, definirà i cronisti di Intervalla Insaniae “seminatori di zizzanie”, e li accuserà di essersi fatti strumentalizzare. Forti della loro indipendenza dall’Istituzione Scolastica (ricordiamo che il giornale non fa parte del POF, ma è una realtà a sé) nel numero seguente la redazione pubblicherà una pagina bianca di protesta per gli epiteti affibbiatile. E inoltre renderà lo sviluppo della faccenda pubblico nella scuola, con una conseguente discussione, in assemblea d’istituto, sulla libertà di stampa, tema da sempre caro ad Intervalla Insaniae.
Buongiorno preside. Iniziamo con una domanda che ci riguarda da vicino. Ha avuto modo di leggere il nostro giornalino nelle cinque precedenti pubblicazioni?
Certamente. Ogni volta l'ho letto con grande entusiasmo e grande attenzione, perchè tutte le volte che i ragazzi producono e non si limitano a dire o fare cose già dette, vanno ascoltati con molta attenzione e vanno apprezzati. La scuola non deve solo trasmettere cultura, ma anche produrre e far produrre.
Veniamo a una domanda più tecnica. La suddivisione dell'anno in trimestre e pentamestre non ha accolto molti sostenitori nella scuola. Come pensa di agire l'anno prossimo?
Io ritengo che la sperimentazione sia necessaria. D'altra parte la nostra scuola è autonoma: ha autonomia di sperimentazione didattica, e quindi abbiamo sperimentato anche questa suddivisione dell'anno scolastico. Se al momento del rendiconto ci si accorge che questo tipo di ripartizione non va bene, si può anche cambiare. Io credo che questo abbia le sue positività e le sue negatività. Tra l'altro questa decisione è stata presa dal Collegio dei Docenti: il Dirigente Scolastico si è limitato a proporre le varie possibilità, ma è il Collegio che ha deliberato.
Lei si è data da fare quest'anno per l'edilizia scolastica. Rischia questo, visto da una prospettiva generale, di togliere energie (soprattutto economiche) all'offerta formativa delle istituzioni scolastiche?
I ragazzi hanno il diritto e il dovere di frequentare la scuola, una scuola che sia all'altezza del suo ruolo e del suo compito, per cui la proposta didattica deve essere di alto livello; la scuola, però, deve avere anche locali curati, deve essere attrattiva, con ambienti idonei, bisogna creare luoghi stimolanti per l'apprendimento, luoghi sicuri. In questa scuola ci sono stati l'anno scorso problemi di infiltrazioni addirittura, che mettono a rischio le strutture murarie; le patologie del cemento armato sono all'ordine del giorno; la scuola deve essere anche sicura.
Quest'anno abbiamo avuto, rispetto agli anni passati, una riduzione dell'ampliamento dell'offerta formativa extra-curriculare. L'anno prossimo avremo più possibilità di sviluppo sotto quest'aspetto?
Per quanto riguarda i PON c'è stata una riduzione del numero dei progetti, perchè essendo la scuola scesa sotto i 600 alunni, non ha potuto avere lo stesso numero di progetti PON degli anni precedenti. Abbiamo quindi avuto approvati solo sei progetti, e nel Collegio dei Docenti è stato deciso che tre sarebbero partiti quest'anno, tre l'anno prossimo. Per quanto riguarda questo problema, mi sono data da fare perchè fossero promossi altri progetti che ampliassero l'offerta formativa ("Tiro con l'arco", "Archeologia viva", "Amico libro", "Patentino per ciclomotori", "Cavità rupestri nel Sud-Salento", "Ascolto musicale", "Sicuri sulla strada", "Progetto Teatro", "Educazione tra pari"): ritengo che la scuola abbia già fatto tanto, tenendo conto che i docenti non sono molto disponibili ad aumentare la loro presenza a scuola nel pomeriggio.
L'anno prossimo, è ufficiale, il Liceo Artistico sarà accorpato alla nostra scuola, dunque lei ne sarà la preside. Crede che questo possa essere una possibilità di sviluppo o una riduzione di energie?
Io credo che sia una risorsa la presenza nel nostro istituto anche della sezione del Liceo Artistico; ovviamente questo significherà ottimizzare le risorse, significherà lavoro aggiuntivo, ma sono sicura che arricchirà la comunità tutta.
In conclusione, un saluto e un augurio a tutta la scuola e soprattutto ai maturandi.
Io voglio innanzitutto ringraziare tutti gli attori della comunità scolastica, per quest'anno trascorso all'insegna del lavoro e della collaborazione offerta da parte di tutti. Tutti si sono ampiamente spesi per portare avanti l'anno scolastico nel miglior modo possibile. Prima di tutto, quindi, questo dovuto ringraziamento per la partecipazione attiva. E mi auguro sia stato un anno proficuo per tutti. Prima che l'anno finisca dobbiamo mettere in cantiere tutto ciò che serve per il prossimo, dunque noi stiamo già lavorando.
(A cura di Alessio Giaffreda)
"Ho appreso dal giornalino l'opinione della dirigente intorno alle difficoltà che, a suo dire, gli insegnanti creerebbero nell'attivazione dei progetti pomeridiani a scuola, perchè indolenti.
Tengo a precisare quanto segue:
1) I docenti del Colonna sono storicamente tra i più disponibili e laboriosi che il panorama scolastico italiano presenti, sia perchè sempre pronti a fornire le loro competenze (concrete, sostanziali e spesso umane, non sterilmente e verbosamente solo esteriori e di facciata) anche al di fuori dell'orario di lavoro e spesso senza rivendicarne i pur giusti compensi, sia perchè realmente al servizio dell'utenza, sia perchè fattivamente protagonisti di un servizio di qualità e non ostentatamente solo di quantità.
Oggi infatti si usa determinare l'efficienza di una scuola solo in base alla cosiddetta "produttività", cioè solo in forza di parametri quantitativi che, rispondendo alla logica mercantilistica e di mercificazione (che ormai ha pervaso ogni ambito della condotta umana, sulla scorta di un modello di società, tutta anglosassone, di efficientismo produttivista e consumista), sviliscono l'autentica ispirazione della istituzione scolastica come luogo di formazione delle coscienze e di esercizio di libertà; ormai però sono proprio questi criteri "innovativi" voluti dalla modernità (per cui tutto ciò che è nuovo è anche migliore a prescindere) che hanno condotto la scuola ad essere colonizzata da stili esistenziali lontani dalla nostra sensibilità; ad essere padroneggiata e subordinata da ineluttabili ed irrevocabili eventi ai quali -si dice- non ci si può sottrarre.
2) La dirigente è sicura quindi di conoscere veramente chi siano le persone (e dico persone, degne di rispetto e onorabilità, delle quali non ci si può assumere il diritto di mortificare pubblicamente la dignità e la credibilità) le persone, dicevo, che ogni mattina entrano nelle classi, fra gli alunni, e si misurano realmente con la contraddizione di dover da una parte rappresentare la solennità delle istituzioni e dall'altra di dover far parte del sistema della competizione veicolata da modelli esistenziali (quelli sì del tutto "innovativi") della repressione e della insoddisfazione?
3) Il giudizio espresso nell'intervista rilasciata infine lascerebbe supporre che la dirigente è in possesso di documenti che lo possano confortare e comunque sempre relativi a casi particolari; ebbene, dovrebbe allora riferirsi a quelli, nelle apposite sedi e non far ricadere, così, genericamente e pubblicamente sul corpo docente determinate responsabilità, tra l'altro in una intervista rilasciata a dei giovani utenti della scuola.”
_Giovanni Guido
_Maria Giovanna Vernaleone
_Dario Petrelli