SE IL POPOLO DIVENTA SECONDARIO- GIUNIO PANARELLI (anno 4, n.2)

Domenica 23 Novembre si sono svolte le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria.
Dalle urne il Partito Democratico ha visto uscire eletti i propri candidati, rispettivamente Stefano Bonaccini in Emilia Romagna e Mario Oliverio in Calabria. Ciò ha ovviamente scatenato l'esultanza dei Democratici che si sono dichiarati vincitori. Fin qui tutto normale: l'intoppo però si è presentato quando è risultato chiaro, dati alla mano, che a queste elezioni quasi due italiani aventi diritto di voto su tre non sono andati a votare; a fronte di un'affluenza così bassa, che certifica drammaticamente la sfiducia del popolo italiano in tutte le forze politiche, ci si sarebbe aspettato plausibilmente un coro quanto meno di autocritica dai vari schieramenti. Così non è stato; abbiamo assistito anzi a delle dichiarazioni perlomeno discutibili nelle quali il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo sosteneva di non essere stato colpito dall'astensione nonostante i numeri dicessero l'opposto mentre il premier e segretario del PD Matteo Renzi declassava l'astensione a fatto secondario rispetto alla conquista delle due regioni da parte del suo partito. Proprio quest'ultima affermazione ci lascia attoniti: un presidente del consiglio che non ritiene fatto degno d'attenzione la mancanza di fiducia del proprio popolo nella classe dirigente da egli rappresentata solo per non togliere lustro alla vittoria del proprio partito, è un uomo che mostra di concepire la politica più come una partita di calcio che come uno strumento a disposizione dei cittadini e sopratutto espressione di questi ultimi. Senza quei due terzi "secondari" della popolazione calabrese e emiliana e i contributi allo stato da essi pagati, Grillo girerebbe ancora per i teatri mentre Renzi cercherebbe ancora di vincere alla ruota della fortuna. Ma evidentemente un risultato così straordinario come l'astensione di due terzi della popolazione avente diritto non basta alla nostra classe dirigente che anzi, con le recenti dichiarazioni, si prepara al per nulla impossibile obiettivo di far astenere anche quel terzo superstite.

 

*vignetta di Giuseppe Mauro

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