CASO ABLYAZOV. QUANDO IL MERCATO DIVORA I DIRITTI - DI ALESSANDRO CARCAGNI' per "Intervalla Insaniae.it"

226 contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti. Si è conclusa così la votazione del Senato sulla mozione di sfiducia presentata contro il ministro degli Interni Alfano, in seguito allo scandalo del caso Ablyazov (vedi ITALIA: IL PAESE CHE REGALA OSTAGGI AI DITTATORI). Commovente la solidarietà dei molti esponenti dei partiti della maggioranza accorsi per salvare il ministro. Silvio Berlusconi è addirittura apparso a palazzo Madama, dopo un tasso di assenteismo record che gli aggiudica il primato assoluto. E la solidarietà nei confronti della moglie e la figlia del dissidente kazako? (Non kazakistano come dice La Russa). Il Senato sembra aver dimenticato tutti i buoni propositi e quel senso di vergogna che tutti sembravano provare in questi giorni. Ma ecco che ritorna a pesare sulle teste dei nostri "cari" politicanti (il riferimento al significato economico del termine "cari" è del tutto casuale e attribuibile solo alla vostra malizia) la spada di Damocle della crisi e delle necessità del Paese. Si parla di "questione politica". Proprio così, la vita di due persone innocenti è in mano a un dittatore per l'errore di un ministro della Repubblica ed ora la responsabilità di questo "caso inaudito" (così l'ha definito il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), è un tema di discussione "partitica". L'utilizzo di questo termine non è casuale seppur inusuale, non riesco ad attribuire la parola politica a una discussione che prende in esame la violazione di alcuni dei più importanti articoli della nostra Costituzione e della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Ma è lo stesso Napolitano a difendere l'operato del governo, intervenendo nella questione invitando tutti a decidere tenendo in considerazione la grave situazione economica del nostro Paese. Sembra che al nostro Presidente, simbolo e difensore dell'inciucione di questa maggioranza, questa violazione della Costituzione, che egli ha il compito di salvaguardare, appaia come secondaria rispetto alle più importanti logiche del mercato che minano la giustizia da troppo tempo. Ecco che il risultato della votazione di oggi dimostra la "necessità" della persona di Angelino Alfano, difeso dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, nonostante proprio il Premier delle larghe intese abbia spinto alle dimissioni l'ormai ex ministra per le Pari Opportunità Josefa Idem per un caso certamente meno grave. Qual è la differenza tra i due casi? Essa è da cercarsi nelle diverse "necessità". Il caso Ablyazov nasconde delle necessità di mercato legate ai rapporti tra il Kazakistan e l'ENI. Logiche di mercato che cancellano i diritti e rendono ciò che è illegale necessario. Un concetto impropriamente machiavellico da "Il fine giustifica i mezzi". Ma qui i "mezzi" sono le persone, coloro che rappresentano in realtà i "fini" nella visione Kantiana, troppo lontana da Palazzo Madama.

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