ANTROPOLOGIA DEL DIVERSO- PAOLO DE LUCIA

Molto spesso ci si dimentica di vivere in un mondo del quale la varietà è la più profonda essenza, grave dimenticanza frutto di abitudine e noia, perché che cosa se non una profonda noia, radicata nella mentalità umana, ci rallenta nel processare (usando un termine informatico) esperienze che orbitano al di fuori dall’abitudinario e dalla nostra amata routine?

E’ da questo che nasce la diversità, un sentimento strettamente in rapporto con la nostra mente animale, che ci porta ad essere diffidenti di tutto ciò che non conosciamo e che ci potrebbe, ferinamente pensando, ferire o uccidere. E’ un sentimento che è riuscito a far evolvere l’animale uomo, a farlo sopravvivere e a difenderlo. Il problema si presenta quando è la mentalità umana non animale, toccata dal progresso e modellata su delle precise strutture, a creare un nuovo e diverso senso di diversità. Così possiamo vedere come nella storia occidentale la diversità abbia modellato il mondo: dallo scontro tra Persiani e Greci, all’affermazione, più recente, di quel Nazionalismo estremo che ha portato alla nascita del Fascismo e del Nazismo, e che ultimamente vediamo ricomparire sempre più spesso. Quindi è l’uomo stesso a porre delle differenze tra uomini, per affermare il suo potere, il suo volere, perché si sente braccato, debole, incapace o impotente.

Anticamente il Cattolicesimo aveva provato a demolire questo modo di pensare, affermandosi come religione dell’uguaglianza, della libertà e della fratellanza, un po’ come la Rivoluzione francese. Peccato che proprio come questa i suoi risultati furono tutt’altro da quelli previsti. E così l’Occidente ha vissuto lunghi periodi di guerre tra religiosi di diverse religioni, tra fedeli che vedevano infedeli in degli uomini di credo e colore diversi dai loro. La diversità, degenerazione mentale umana, fondendosi ad altri fattori porta, così, all’antisemitismo, alla xenofobia, alle guerre, agli stermini.

Ma è alla stessa diversità che dobbiamo risultati contrari a quelli sopraelencati. Per esempio l’emancipazione della popolazione africana degli Stati Uniti è stata causata dall’esasperazione dei neri che formalmente liberi dalle catene dei bianchi, erano ancora vincolati dalle loro leggi, leggi di un popolo che, fortemente legato alla routine della sua tradizione, non riusciva a pensare a delle situazioni contrarie a quelle in cui aveva fino ad allora vissuto.

Quindi non sarebbe innaturale pensare di eliminare questo sentimento di diversità creato dall’uomo, sarebbe, però, di certo molto difficile, ma (citando un Pokémon molto saggio) cominciando “a concentrarci più sulle cose che abbiamo in comune che su quelle per le quali differiamo” forse qualcosa si potrebbe fare.

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